21 MARZO GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

LE CARTE

Imbrogliare le carte,

far perdere la partita.

E’ il compito del poeta?

Lo scopo della sua vita?

Giorgio Caproni, Il muro della terra (1964-1975)

Oggi  vogliamo celebrare la giornata internazionale della poesia con questi versi del poeta Giorgio Caproni: perché la poesia  è  anche – forse, soprattutto – dubbio, ricerca, finzione, trasfigurazione, scompaginamento e molto altro ancora. E’ un punto di domanda, una viaggiatrice inquieta che non conosce confini o frontiere, in continua ridefinizione dei suoi territori e delle sue prospettive.

Ma su che percorsi si muove oggi la poesia,  in Italia?

In un articolo pubblicato su glistatigenerali.com del 26 agosto 2017, Luca Vaglio scrive che la poesia in Italia è ” un genere letterario al tempo stesso marginalizzato e in fermento”. Marginalizzato in quanto i lettori di poesia sono una minoranza esigua, come è evidente dalle statistiche del mercato delle vendite del settore librario; in fermento, tuttavia, per forme poetiche emergenti, che presentano una grande vitalità e diversificazione di tendenze espressive, favorite dai nuovi canali di comunicazione on-line.

Vi si possono individuare, in sintesi, tre “macroaree”: un filone che prende le mosse dalla tradizione scritta novecentesca, i cui nomi più noti e rilevanti sono quelli di Milo De Angelis, Maurizio  Cucchi, Cesare Viviani, Umberto Fiori e Valerio Magrelli; un filone di ricerca e di sperimentalismo  che si riallaccia all’esperienza della neoavanguardia del Gruppo ’63 e in cui spiccano Marco Giovenale,  Gherardo Bortolotti e Michele Zaffarano; un terzo filone, infine di poesia orale e performativa di cui il maggior esponente è Lello Voce. Si tratta ovviamente di una semplificazione, una schematizzazione che non esclude i travasi e le contaminazioni dall’uno all’altro, pur nella evidente distanza di presupposti ideologici e di poetica, come dimostra la stessa attività poetica di Lello Voce, che è stato tra i fondatori del Gruppo ’93 e  successivamente performer, introducendo nel nostro Paese la spoken poetry e il poetry slam.

Nel solco della tradizione novecentesca, altri autori si sono affermati negli ultimi tempi con una propria convincente cifra espressiva. Ne indichiamo qui alcuni, senza pretesa alcuna di esaustività, con i testi di più recente pubblicazione:

Claudio Damiani, Prima di nascere (Fazi, 2022, Premio Viareggio); Giancarlo Pontiggia, Il moto delle cose, Mondadori, 2017; Davide Rondoni, Cos’è la natura? Chiedetelo ai poeti, Fazi, 2021, Chandra Livia Candiani, Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano, Einaudi, 2021;  Mariangela Gualtieri, Bello mondo, Einaudi, 2024.

Chi volesse capire di più, può leggere le antologie Poesia italiana postrema. Dal 1970 ad oggi, a cura di Andrea Afribo, Carocci, 2018  e le più recenti  Poesie dell’ Italia contemporanea 1971-2021 , Saggiatore , 2023 a cura di Tommado Di Dio; Poesia contemporanea. Sedicesimo quaderno italiano, Marcos y Marcos, 2023; L’ultimo secolo di poesia italiana, a cura di Alfonso Berardinelli, Qudlibet, 2023;  Nuovi poeti italiani vol. 7,  a cura di Maurizio Cucchi, Einaudi, 2023.

Per quanto riguarda la poesia straniera,   un’interessante analisi  pubblicata il 24 maggio 2022  sul sito  ilsole24ore.com individua alcune tra le voci più significative del panorama contemporaneo e ne cita le opere più recenti, offrendo un ampio ventaglio di letture:

Charles Simic, statunitense di origine serba, esponente del minimalismo americano, che in Avvicinati e ascolta (traduzione di Moira Egan e Damiano Abeni, Tlon)  coniuga con il surrealismo serbo;

Philippe Jaccottett, francese, che nel suo Quegli ultimi rumori… (a cura di Albino Crovetto e Ida Merello, Crocetti) rinnova la tradizione del poeme en prose;

Anne Carson, canadese, che in Eros il dolceamaro  (traduzione di Patrizio Ceccagnoli, con uno scritto di Emmanuela Tandello, Utopia Editore) dà forma a un originale pastiche tematico, tra lirismo e saggio;

Cees Nooteboom, olandese, autore di  Autoritratto di un altro  (traduzione di Fulvio Ferrari, Crocetti),  liriche che tentano di rendere in versi i disegni di Max Neumann, in una trascodificazione di linguaggi artistici;

Durs Grunbein, tedesco, autore della silloge Schiuma di quanti (traduzione di Anna Mari Carpi, Einaudi) all’incrocio tra sapere scientifico ed erudizione umanistica.

L’articolo è consultabile al link  https://www.ilsole24ore.com/art/cinque-poeti-stranieri-orientarsi-contemporaneo-AE1DwgTB.

Chiudiamo questa rassegna con la forza della poesia nei notissimi versi di Alda Merini, che sono anche un inno alla delicata e fragile forza rigeneratrice della primavera; poesia e primavera non a caso associate in questa giornata che, per iniziativa dell’ Unesco,  dal 1999  intende “riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace”:

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini, Vuoto d’amore, Einaudi, 1991