Sulla rotta dei migranti: riflessioni e spunti di lettura.

SALMO

Oh, come sono permeabili le frontiere umane!
quante nuvole vi scorrono sopra impunemente,
quanta sabbia del deserto passa da un paese all’altro,
quanti ciottoli di montagna rotolano su terre altrui
con provocanti saltelli!

Devo menzionare qui uno a uno gli uccelli che trasvolano
che si posano sulla sbarra abbassata?
Foss’anche un passero-la sua coda è già all’estero,
benché il becco sia ancora in patria. E per giunta, quanto si agita!

Tra gli innumerevoli insetti mi limiterò alla formica,
che tra la scarpa sinistra e la destra del doganiere
non si sente tenuta a rispondere alle domande “ Da dove? ” e “ Dove? ”

Oh , afferrare con un solo sguardo tutta questa confusione,
su tutti i continenti!
Non è forse il ligustro che dalla sponda opposta
contrabbanda attraverso il fiume la sua centomillesima foglia?
E chi se non la piovra, con le lunghe braccia sfrontate,
viola i sacri limiti delle acque territoriali?

Come si può parlare di un qualche ordine,
se non è nemmeno possibile scostare le stelle
e sapere per chi brilla ciascuna?

E poi questo riprovevole diffondersi della nebbia!
E la polvere che si posa su tutta la steppa,
come se non fosse affatto divisa a metà!
E il risuonare delle voci sulle servizievoli onde dell’aria:
quei pigolii seducenti e gorgoglii allusivi!

Solo ciò che è umano può essere davvero straniero.
Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento.

Wislawa Szymborska

Le parole della poesia per ricordare, oggi 10 dicembre giornata mondiale dei migranti, la tragedia dei tanti uomini, donne e bambini in fuga da guerre, povertà e persecuzioni verso terre straniere, dove spesso affrontano pregiudizi, ostilità e rifiuto e sono costretti a vivere in condizioni di emarginazione sociale e degrado.

Szymborska ci invita a riflettere sulla assurdità di confini che sanciscono innaturali barriere tra gli esseri viventi e di una legge territoriale troppo spesso spietata, estranea alla realtà della materia, che sia vivente, vegetale o minerale: il cosmo tutto vive di feconde e inevitabili trasmigrazioni, ma l’uomo continua a sancire barriere impermeabili ai bisognosi.

Le parole della poesia sono spesso le più dirompenti, nella loro concentrazione semantica e nella capacità di rovesciare con repentini guizzi del pensiero luoghi comuni e stereotipi.

Ma sono tante le letture che possono aiutarci a superare la diffidenza verso ciò che percepiamo diverso e pertanto pericoloso, ad abbattere “il muro in testa” (come lo definì lo scrittore tedesco Peter Schneider, quando dopo la caduta del muro di Berlino constatava la persistenza di  una linea di separazione tra “noi” e “loro”, tra Est e Ovest ancora ben presente e viva, nella mente dei berlinesi).

Ecco qualche suggerimento, che spazia tra saggi, reportage giornalistici e narrativa:

Umberto Eco, Migrazioni e intolleranze, La Nave di Teseo, 2019: quattro saggi di lucido rigore argomentativo, che affrontano anche il tema attualissimo dell’identità europea.

Zygmunt Bauman, Stranieri alle porte, Laterza, 2018: nell’analisi sociologica di Bauman, gli stranieri sono per noi il “male” per la nostra incapacità di governare i processi di globalizzazione; ma la via dell’integrazione è la sola praticabile per una convivenza pacifica.

Sally Hayden, E la quarta volta siamo annegati, Bollati Boringheri, 2023: il libro vincitore del Premio Inge Feltrinelli 2025 e del Premio Terzani 2024, è un reportage giornalistico realizzato ripercorrendo le rotte dei migranti, tra testimonianze e inchieste.

Mathieu Aikins, Chi è nudo non teme l’acqua, Iperborea, 2023: la storia vera di un profugo afghano e del suo viaggio impossibile attraverso l’Asia Centrale raccontata dal giornalista canadese – Premio Pulitzer nel 2022- che lo ha vissuto insieme a lui.

Anna Badkhen, Cronache di un mondo in movimento, Gramma Feltrinelli, 2025: undici reportages che mettono in luce le principali cause dei fenomeni migratori attuali e ne descrivono gli esiti, a volte inaspettati, tra lacerazioni e nuovi legami.

Daniel Pennac, Loro siamo noi, Marotta e Cafiero, 2021: un pamphlet che è anche un’appello all’Europa, perché non dimentichi i drammi vissuti dalle sue stesse popolazioni nel passato e e affronti senza paura la sfida delle nuove migrazioni. Il libro si avvale anche di immagini di fotoreportage.

Giuseppe Catozzella, Non dirmi che hai paura, Feltrinelli: la storia di Samia, atleta somala apparsa alle olimpiadi di Pechino e morta nelle acque davanti a Lampedusa, a cui l’autore restituisce voce e dignità.

Amara Lakhous, Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, edizioni e/o, 2018: un giallo che è anche satira di costume, ambientato in un quartiere multietnico di Roma.

Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli, Storia vera di Enaiatollah Akbari, Baldini+Castoldi (il libro è del 2010 ma ne è recentemente uscita una nuova edizione celebrativa per i quindici anni dalla prima pubblicazione): la storia di un bambino in fuga dal- l’Afghanistan e del suo arrivo in Italia, raccolta e raccontata dall’autore.

Elvira Mujcic, La lingua di Ana. Chi sei, quando perdi radici e parole? Infinito Edizioni, 2015: la storia di una adolescente moldava in Italia, emblematica dello sradicamento culturale, che si esprime in primis attraverso la lingua, dolorosamente vissuto da chi si trova a vivere in terra straniera.

Buona lettura!

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