Oggi vi invitiamo a riflettere sulla disumanità e l’insensatezza della guerra con una poesia di Bertolt Brecht, intenso e impegnato poeta e drammaturgo del Novecento. I suoi versi, scritti nell’imminenza della seconda guerra mondiale e raccolti nella silloge Poesie di Svendborg (1939), suonano più che mai attuali ai nostri giorni, in cui gli orrori e la brutalità del conflitto armato in Ucraina mettono nuovamente a nudo la nostra fragilità e la nostra impotenza di fronte alla tragica violenza degli eventi.
Ma davvero la storia, come scrive Montale, non è “magistra di niente che ci riguardi”?
La poesia, con la forza della sua denuncia, ci esorta a non dimenticare.
La guerra che verrà
La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
C’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
Faceva la fame. Fra i vincitori
Faceva la fame la povera gente egualmente.
Bertold Brecht