{"id":980,"date":"2026-10-22T12:32:36","date_gmt":"2026-10-22T10:32:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/?p=980"},"modified":"2026-10-22T12:39:40","modified_gmt":"2026-10-22T10:39:40","slug":"i-consigli-di-lettura-della-biblioteca-samantha-harvey-orbital","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/i-consigli-di-lettura-della-biblioteca-samantha-harvey-orbital\/","title":{"rendered":"I consigli di lettura della biblioteca: Samantha Harvey, Orbital"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">Rinchiusi in una stazione spaziale sperimentale, sei astronauti girano attorno alla Terra alla velocit\u00e0 di 27000 km orari compiendo in ventiquattro ore sedici orbite complete. Roman, russo, definito \u201cle mani\u201d perch\u00e9 sa aggiustare qualsiasi tipo di apparecchiature, \u00e8 il comandante della spedizione, alla sua terza missione spaziale; gli altri componenti dell\u2019equipaggio sono Anton, anche lui russo, Shaun, americano, Pietro, italiano, e&nbsp; due donne, l\u2019inglese Nell e la giapponese Chie. Anton, che studia il comportamento delle cellule cardiache in assenza di gravit\u00e0, \u00e8 il \u201c<em>cuore<\/em>\u201d della spedizione; Shaun, profondamente religioso, ne \u00e8 l\u2019\u201d<em>anima<\/em>\u201d; Pietro, il pi\u00f9 razionale ma non per questo privo di sentimenti, \u00e8 la \u201c<em>mente<\/em>\u201d; Nell \u00e8 il \u201c<em>respiro<\/em>\u201d in quanto \u00e8 anche sommozzatrice, colei che unisce le profondit\u00e0 dell\u2019abisso a quelle dello spazio;&nbsp; Chie, che ha una forte propensione&nbsp; all\u2019analisi introspettiva, \u00e8 la \u201c<em>coscienza<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Astronauti per scelta, ciascuno di loro per ragioni diverse, sono l\u2019avamposto di una nuova era che prelude alla colonizzazione dello spazio, considerata dagli Stati necessaria per l\u2019insufficienza delle risorse terrestri alla loro inesauribile avidit\u00e0; essi sono consapevoli di essere solo i \u201cmezzi\u201d di un futuro predatorio e tuttavia per loro l\u2019esplorazione dei misteri del cielo ha il suono suadente e ammaliante del \u201c<em>canto delle sirene\u201d<\/em>, di un \u201c<em>grandioso sogno astratto della vita interplanetaria, di un\u2019umanit\u00e0 libera, sganciata dalla goffa Terra (&#8230;)\u2019 la ricerca del vuoto<\/em>\u201d (p.105).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Hanno davanti a s\u00e9 nove mesi, la durata di una gestazione, per compiere la missione e approdare infine sulla Luna: saranno i primi a tornarvi dopo l\u2019 epico allunaggio del 1969, di cui essi hanno ricevuto testimonianza o hanno un ricordo lontano, ma che basta per far provare loro, durante le passeggiate spaziali, un senso di \u201c<em>deja vu<\/em>\u201d che evoca \u201c<em>il ricordo sopito dell\u2019utero materno\u201d <\/em>(p. 77).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Nove mesi di cui si racconta la traiettoria di un solo giorno, che per l\u2019accelerazione del tempo nello spazio corrisponde a sedice albe e sedici tramonti, mentre davanti ai nostri occhi scorrono le immagini dei cinque continenti con la magia dei loro variegati colori, luci, terre, mari, in un\u2019ininterrotta continuit\u00e0 senza confini nella quale il concetto stesso di nazione diventa insignificante e persino risibile, come la separazione tra le toilettes per soli europei e quelle per soli russi imposta agli astronauti e da loro totalmente ignorata all\u2019interno della stazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Tutto si fonde nella \u201c<em>unit\u00e0 corale<\/em>\u201d della terra che dalla lontananza siderale&nbsp; appare come una \u201c<em>biglia di vetro nello spazio nero pece<\/em>\u201d: apparentemente compatta e solida nella sua materialit\u00e0 eppure fragile, insignificante e precaria&nbsp; nell\u2019 infinito mistero dell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Da dove viene, dove va? Per Shaun tanta bellezza non pu\u00f2 essere che il frutto di un ordine prestabilito, per Nell \u00e8 il segno dell\u2019 irrompere del caso: \u201c <em>Ogni tanto Nell vorrebbe chiedere a Shaun come fa a essere un astronauta e credere in Dio, un Dio creazionista, ma sa gi\u00e0 quale sarebbe la sua risposta. Le chiederebbe come fa a essere un\u2019astronauta e a non credere in Dio. (&#8230;) Guarda, direbbe (<\/em>Nell, n.d.r<em>) Cosa pu\u00f2 essere stato se non una forza sfrenata, <\/em><strong><em>disattenta<\/em><\/strong><em> e bellissima? (&#8230;) E Shaun (&#8230;) direbbe: cosa pu\u00f2 essere stato se non una forza sfrenata,<\/em><strong><em> attenta<\/em><\/strong><em> e bellissima?\u201d (<\/em>pp.49-50).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">In assenza di risposta resta la domanda, fluttuante come i corpi degli astronauti nella navicella, oscillanti tra la claustrofobia del \u201cdentro\u201d generata dalla capsula di latta che li contiene\u00a0 e l\u2019agorafobia del \u201cfuori\u201d con la sua immensa vastit\u00e0 (p. 90). Corpi separati dai legami terreni che formano una inconsueta <em>\u201cfamiglia in aria<\/em>\u201d (p. 21) e per questo collocati in una condizione al contempodivina e dannata (\u201c<em>Sono esseri umani che godono di una visuale divina, che \u00e8 poi al tempo stesso la loro benedizione e maledizione<\/em>\u201d p.79), spinti verso gli estremi confini della conoscenza in una dimensione quasi immateriale\u00a0 e di forzato esilio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Genera un certo struggimento questo loro ininterrotto moto circolare intorno alla \u201c<em>capocchia di spillo\u201d (<\/em>p.34) sulla quale tutti noi barcolliamo in bilico, ospiti sempre precari che un solo violento tifone, quello che gli astronauti fotografano e monitorano dalla loro navicella,&nbsp; pu\u00f2 spazzare via in un lampo; come genera struggimento la messa a fuoco della visione miope con la quale ci ostiniamo, noi uomini,&nbsp; a distruggere l\u2019ecosistema della nostra \u201c<em>madre Terra\u201d, <\/em>senza la quale&nbsp; non c\u2019\u00e9 salvezza per nessuno, con le folli scelte di una politica avida e senza scrupoli, cinica e indifferente, che stravolge il clima e riempie di rifiuti anche lo spazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La nostalgia della concezione geocentrica in cui l\u2019uomo ha una sua centralit\u00e0 anche sul versante della responsabilit\u00e0 verso l\u2019ordine del cosmo sembra quasi inevitabile, pur nella sua evidente e riconosciuta menzogna. Ma essa non \u00e8 replicabile se non come moto del cuore, come speranza che l\u2019amore possa ancora salvare l\u2019uomo dalla distruzione, come al riparo di una minuscola chiesetta alcuni, pochi, si salvano miracolosamente dalla furia del tifone laggi\u00f9 nelle Filippine (p.146).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Lo stesso moto del cuore che induce Chie a interpretare la fotografia della propria madre, immortalata sulla spiaggia con lo sguardo verso il cielo proprio nel giorno del primo allunaggio, come un\u2019esortazione a credere a \u201c<em>quello che \u00e8 possibile nella vita, il numero illimitato di cose che gli esseri umani e quindi anche tu, possono fare<\/em>\u201d ( p.66 ) piuttosto che a ricordare la carica di distruzione che essi possono sprigionare. La madre di Chie si \u00e8 salvata per caso dalla devastazione della bomba atomica: \u00e8 frutto di \u201c<em>una crepa, una fessura della storia<\/em>\u201d (p.65) che Chie con la sua determinazione intende onorare: sar\u00e0 lei la prima astronauta donna, non bianca, non americana, ad andare sulla luna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La conclusione del libro \u00e8 aperta ma non tragica: non sappiamo se la navicella spaziale completer\u00e0 la sua missione, ma sappiamo che dopo altri 35000 giri intorno alla terra uscir\u00e0 dall\u2019orbita e precipiter\u00e0 in mare, forse per un guasto non segnalato dai sistemi di allarme (una crepa impercettibile si \u00e8 gi\u00e0 aperta all\u2019esterno dell\u2019involucro) o forse solo perch\u00e9 ha concluso il suo viaggio e sar\u00e0 guidata a inabissarsi con grazia nell\u2019Oceano Pacifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Resta al lettore, come emblema di questa ambiguit\u00e0 e di un pericolo per ora non colto che incombe sulla navicella spaziale e sulla Terra devastata da un progresso cieco, l\u2019immagine di un sistema solare quale congegno perfetto di sfere ruotanti, che corregge Dante senza negarlo: \u201c<em>L\u00e0 fuori, le vibrazioni elettromagnetiche rimbalzano nel vuoto quando i corpi nello spazio emettono luce. Traducendo queste vibrazioni in suoni, i pianeti assumono ciascuno la propria musica, il suono della loro luce\u201d.&nbsp; <\/em>In questa sinfonia straordinaria, la Terra ha una sua<em> \u201ccomplessa orchestra di suoni\u201d <\/em>abbastanza stonata e dissonante; tuttavia<em> <\/em>\u00e8<em> \u201cun\u2019armonia incerta che prende forma. Il suono di voci distanti che confluiscono in una massa corale, una nota angelica sostenuta che si espande attraverso le interferenze. Viene da pensare che esploder\u00e0 in un canto (&#8230;). La sua luce \u00e8 un coro. La sua luce \u00e8 un concerto di trilioni di cose che i radunano per qualche istante prima di ricadere nel tintinnio e nel tambureggiare confuso di una trance galattica di fiati, il caos di trilli pluviali di un mondo selvaggio che canta<\/em>\u201d (pp. 147-148).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Lo struggimento resta lo sfondo emotivo di questo libro poetico e denso di riflessioni, stilisticamente raffinato e suggestivo per l\u2019uso di metafore, sinestesie, ritmo modulato ora sul movimento rapido e costante della navicella ora su quello pi\u00f9 lento delle azioni, interazioni e pensieri dei protagonisti, immersi nel loro mondo interiore e nei loro spesso dolorosi ricordi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Dalla profondit\u00e0 dello spazio, lo sguardo sulla Terra ne mette a nudo luci e ombre, ferite e incanto, nella consapevolezza che essa \u00e8 solo \u201c<em>un granello insignificante al centro del nulla\u201d<\/em> e noi&nbsp; \u201c<em>non solo siamo ai margini dell\u2019universo, ma che \u00e8 un universo di margini, che non c\u2019\u00e8 un centro, solo un ammasso vertiginoso di cose danzanti, e che forse tutto il nostro sapere consiste in una conoscenza elaborata e in continua evoluzione della nostra estraneit\u00e0, uno smantellamento dell\u2019ego attraverso gli strumenti dell\u2019indagine scientifica fino a che quell\u2019 ego non sar\u00e0 ridotto a un edificio in rovina da cui filtra la luce<\/em>\u201d (p. 32). E mentre la navicella spaziale continua la sua avventura in orbita,&nbsp; \u201c<em>mentre arriviamo a capire che la sconcertante enormit\u00e0 della nostra insignificanza \u00e8 una tumultuosa offerta di pace sballottata dalle onde<\/em>\u201d (p. 34), lo struggimento si fa&nbsp; vertigine e la vertigine, nonostante tutto, speranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Samantha Harvey, <em>Orbital. Ventiquattro ore di orbite terrestri diurne nell&#8217;emisfero settentrionale<\/em>, Enne Enne Editore, Milano 2025 (prima edizione inglese del 2023);  il libro, che si avvale della traduzione pregevole di Gioia Guerzoni, ha vinto il Booker Prize 20024.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rinchiusi in una stazione spaziale sperimentale, sei astronauti girano attorno alla Terra alla velocit\u00e0 di 27000 km orari compiendo in ventiquattro ore sedici orbite complete. 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