{"id":814,"date":"2026-02-05T12:39:45","date_gmt":"2026-02-05T11:39:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/?p=814"},"modified":"2026-02-05T13:28:15","modified_gmt":"2026-02-05T12:28:15","slug":"i-consigli-di-lettura-della-biblioteca-jan-mc-ewann-quello-che-possiamo-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/i-consigli-di-lettura-della-biblioteca-jan-mc-ewann-quello-che-possiamo-sapere\/","title":{"rendered":"I consigli di lettura della biblioteca: Jan Mc Ewann, Quello che possiamo sapere"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">In un futuro prossimo venturo, nel 2119, il mondo come ora lo conosciamo \u00e8 stato sconvolto da eventi climatici estremi, causati da conflitti bellici in parte combattuti con armi convenzionali, in parte con missili nucleari, e dalla mancata attuazione di interventi correttivi al costante innalzamento della temperatura globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Nel 2042 un missile scagliato dalla Russia contro basi militari statunitensi del New Mexico cadde per errore a distanza di quattromila miglia dall\u2019obiettivo, in pieno oceano Atlantico, provocando un\u2019esplosione che scaravent\u00f2 onde alte settanta metri verso l\u2019 Europa, l\u2019Africa occidentale e il Nordamerica. Molte grandi citt\u00e0 vennero sommerse e la Gran Bretagna divenne un arcipelago. I sopravvissuti di quegli ultimi, catastrofici decenni del ventunesimo secolo definirono questi eventi \u201cIl Grande Disastro\u201d: ne seguirono cinquant\u2019anni &nbsp;di declino demografico, economico e culturale, con il ritorno a mercati e comunit\u00e0 locali autosufficienti, la dislocazione sulle alture e sui monti delle banche, musei, biblioteche e istituzioni scientifiche non  distrutte dall\u2019inondazione e una drastica riduzione della biodiversit\u00e0 nelle specie animali, vegetali e &nbsp;umana, divenuta ovunque di colore marroncino dorato per la rimescolanza razziale resasi necessaria alla sopravvivenza, nonostante le enormi difficolt\u00e0 negli spostamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">In questo nuovo scenario, per nulla implausibile, il ricercatore di letteratura Thomas Metcalfe della University of the South Downs \u00e8 alle prese con un rompicapo all\u2019apparenza insolubile. Sta studiando un componimento poetico di un \u00a0poeta celebre la cui opera si colloca tra gli ultimi decenni del ventesimo secolo e il 2017, un componimento di cui per\u00f2 non esiste un testo tramandato. Nonostante l\u2019enorme mole di documentazione digitale disponibile sull\u2019epoca, sull\u2019autore, sulle sue altre opere e sugli studi critici contemporanei e successivi, non si riesce a risalire al testo originario che nessuno ha mai avuto la possibilit\u00e0 di conoscere, eccetto la moglie e una ristretta cerchia di amici:\u00a0 il poeta ne aveva infatti realizzata nel 2014 una sola copia per il cinquantaquattresimo compleanno della moglie Vivien, a cui il poemetto era dedicato e alla quale lo recit\u00f2 alla cena di festeggiamento, in presenza degli invitati. \u00a0Una sola copia che non \u00e8 per\u00f2 presente in nessun archivio conservato, n\u00e9 digitale n\u00e9 cartaceo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Thomas \u00e8 affascinato dal componimento, una \u201ccorona\u201d di quindici sonetti unanimemente celebrato come un capolavoro di tecnica e ispirazione poetica, e ossessionato dal desiderio di rintracciare quell\u2019unica copia scomparsa. Non si capacita di come sia potuto sparire nel nulla e dunque interroga compulsivamente i diari della moglie del poeta, le mail conservate negli archivi, tutto ci\u00f2 che potrebbe contenere qualche indicazione utile per il suo ritrovamento. La sua ricerca, che si intreccia con la ricostruzione della vivacit\u00e0 intellettuale del passato &nbsp;e il confronto con la decadenza del suo tempo, si scontra con i limiti invalicabili dell\u2019interpretazione: pur in presenza di una quantit\u00e0 immensa di dati intorno all\u2019opera, l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere al testo ne impedisce, inesorabilmente, una reale comprensione. Sono possibili solo congetture, ipotesi pi\u00f9 o meno plausibili: \u201c<em>quello che possiamo sapere<\/em>\u201d di un passato stratificato nei detriti paludosi dei dati giunti fino a noi, un ammasso di informazioni il cui senso affonda nel mistero. E che un imprevedibile finale, al termine di un\u2019appassionante \u201ccaccia al tesoro\u201d,&nbsp; restituir\u00e0 &nbsp;a una dolorosa e inconfessabile verit\u00e0 umana, tutta da scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Un libro denso, a due velocit\u00e0, da quella lenta della ricerca e dell\u2019indagine paziente che domina la prima parte a quella rapida &nbsp;e pulsante della seconda, in cui la scrittura si fa corpo vivo del passato. Un passato&nbsp; che riemerge, con la potenza di una deflagrazione, col suo carico sorprendentemente intatto di emozioni, desideri, rimpianti, rinunce e rimorsi e che si accampa sulla pagina con la bruciante intensit\u00e0 della sua sconvolgente rivelazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-medium-font-size\">Ian Mc Ewann, <em>Quello che possiamo sapere<\/em>, Einaudi, Torino, 2025<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un futuro prossimo venturo, nel 2119, il mondo come ora lo conosciamo \u00e8 stato sconvolto da eventi climatici estremi, causati da conflitti bellici in parte combattuti con armi convenzionali, in parte con missili nucleari, e dalla mancata attuazione di interventi correttivi al costante innalzamento della temperatura globale. 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