{"id":487,"date":"2023-12-04T08:40:46","date_gmt":"2023-12-04T07:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/?p=487"},"modified":"2023-12-04T08:40:46","modified_gmt":"2023-12-04T07:40:46","slug":"25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/25-novembre-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne\/","title":{"rendered":"25 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/11\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-488\" width=\"475\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/11\/image.png 720w, https:\/\/www.galileipescara.net\/biblioteca\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/11\/image-245x300.png 245w\" sizes=\"auto, (max-width: 475px) 100vw, 475px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Contrastare la violenza sulle donne si deve, si pu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le sue cause, dicono gli esperti, c&#8217;\u00e8 anche una sorta di analfabetismo emotivo che sembra drammaticamente diffuso nella nostra societ\u00e0, soprattutto tra i giovani: l&#8217;incapacit\u00e0 di decifrare e di contenere sentimenti e passioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora la scuola deve fare la sua parte. Ma come? <\/p>\n\n\n\n<p>Certo saranno utili gli esperti, i dibattiti, le lezioni e i progetti <em>ad hoc<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola pu\u00f2 dare, anche e innanzitutto, pi\u00f9 letteratura ai suoi studenti. Pi\u00f9 romanzi, pi\u00f9 poesie; pi\u00f9 libri attraverso i quali ritrovare un contatto con le infinite sfumature dell&#8217;interiorit\u00e0 dell&#8217;essere umano, le sue fragilit\u00e0, le sue zone d&#8217;ombra.<\/p>\n\n\n\n<p> La letteratura pu\u00f2 restituire voce ai sentimenti e parole alle passioni, pu\u00f2 indagare contesti, sfondi storici  e tratti psicologici che quei sentimenti e quelle passioni alimentano; attraverso l&#8217;immedesimazione nelle storie, nei personaggi, nell&#8217;espressione lirica, essa attiva processi di conoscenza, di valutazione, di catarsi liberatoria. Mettendo a nudo l&#8217;uomo e ponendolo davanti a uno specchio spesso impietoso, lo costringe a guardarsi dentro, senza vilt\u00e0 o facili sconti. <\/p>\n\n\n\n<p>Per questo la letteratura pu\u00f2 salvarci tutti, carnefici e vittime.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche esempio tra gli infiniti possibili, restando nell&#8217;ambito della violenza di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel <em><b>Trionfo della morte<\/b><\/em> di <strong>D&#8217;Annunzio<\/strong> viviamo con <strong>Demetrio<\/strong> l&#8217;ossessione  del pensiero della morte e di un&#8217;oscura e morbosa attrazione per una donna,<strong> Ippolita<\/strong>, idolatrata e nel contempo &#8220;<strong>Nemica<\/strong>&#8220;: quasi un vampiro che paralizza ogni ambizione, peraltro velleitaria, del protagonista al punto che, nel suo delirio di onnipotenza e annichilimento, egli finisce per trascinarla con s\u00e9 nel precipizio di un promontorio a picco su una scogliera, uccidendo entrambi. Dietro ai deliri di Demetrio, una malintesa cultura del superomismo di stampo nietzschano, ma anche un torbido intreccio di grovigli psichici, tra smania di possesso assoluto e risentimento:  il lettore vi penetra pagina dopo pagina in un crescendo di orrore e piet\u00e0, sino al drammatico epilogo, non molto diverso dai tanti omicidi-suicidi del nostro tempo, descritto con fulminea ed illuminante crudezza: <strong>&#8220;Fu una lotta breve e feroce come tra nemici implacabili che avessero covato fino a quell&#8217;ora nel profondo dell&#8217;anima un odio supremo. \/ E precipitarono nella morte avvinti.&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sempre <strong>D&#8217;Annunzio<\/strong>, nel dramma <strong><em>La figlia di Iorio<\/em><\/strong>, ci mostra i frutti avvelenati della cultura del patriarcato e della misoginia di un&#8217;arcaica cultura contadina in cui la &#8220;strega&#8221; <strong>Mila di Codro<\/strong> diventa oggetto di violenza quasi per legge naturale; ma ci mostra anche che gli stessi figli di quella cultura possono trovare, nella ripugnanza verso tale sopraffazione, la forza di ribellarsi al proprio padre che la incarna.<\/p>\n\n\n\n<p>In <strong><em>Delitto e castigo<\/em><\/strong> <strong>Dostoevskij<\/strong>  racconta con finezza di analisi i tormenti psichici e le autogiustificazioni ideologiche del giovane studente <strong>Raskolnikov<\/strong>, indotto all&#8217; omicidio di una vecchia usuraia da un sentimento di profonda ingiustizia sociale, che lo condanna alla povert\u00e0 e alla conseguente impossibilit\u00e0 di portare a termine gli studi. <\/p>\n\n\n\n<p>In <strong><em>Mille splendidi soli<\/em><\/strong> di <strong>Khaled Hosseini <\/strong>\u00e8 la legge islamica a generare mostri, una legge spietata che tuttavia sembra non riguardarci;  ma la forza delle crude parole di questo duro romanzo suscita un&#8217; indignazione che le immagini dei media  non sono pi\u00f9 in grado di veicolare, scuotendo le nostre coscienze dall&#8217;assuefazione che le intorpidisce. <\/p>\n\n\n\n<p>In <strong><em>L&#8217; uomo che voleva essere colpevole  <\/em><\/strong>di <strong>Henrik Stangerup <\/strong>un uomo, al culmine di una lite, uccide sua moglie; ma la societ\u00e0 danese in cui vive vuole abolire il senso di colpa, considerato un retaggio dell&#8217;individualismo umano, dannoso alla collettivit\u00e0. Ne consegue un assurdo tentativo dell&#8217;omicida, reo confesso, di far valere la sua volont\u00e0 di essere punito, quale riconoscimento del suo libero arbitrio e della responsabilit\u00e0 del tutto individuale del suo gesto: solo la espiazione della colpa gli consentirebbe di accedere a una nuova vita, ma ci\u00f2 gli \u00e8 negato, con esiti imprevedibili e problematici.<\/p>\n\n\n\n<p>In <strong><em>La cognizione del dolore<\/em><\/strong> di <strong>C. E. Gadda<\/strong>  si indagano i rapporti &#8220;malati&#8221; tra un figlio e una madre, che sfociano in un delitto di cui non si chiarisce la causa e il responsabile, che potrebbe esterno al nucleo familiare, ma che la narrazione precedente, con l&#8217;analisi psicologica dei rapporti tormentati tra i due personaggi, induce a pensare, invece, nato in seno ad esso. <\/p>\n\n\n\n<p>Amore, rabbia, dolore, espiazione, solidariet\u00e0 e conflitti sociali e interiori, gioia, delusione, frustrazione&#8230;infinite sfumature dell&#8217; animo umano e della sua complessa psiche che la letteratura racconta, esprime, interroga, porta alla luce, sottopone al nostro giudizio e alla nostra coscienza. <\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Pi\u00f9 &#8220;divori&#8221; pagine di alta letteratura e pi\u00f9 migliora un&#8217;abilit\u00e0 conosciuta com<strong>e Theory of Mind,<\/strong> <strong>teoria della mente<\/strong>, che consente di prevedere gli stati d&#8217;animo di chi ci \u00e8 di fronte. Una caratteristica che affonda le radici nell&#8217;empatia, inevitabile quando un libro ci si immedesima nei personaggi descritti. Si tratti del buono o del cattivo di turno, poco importa, la dinamica \u00e8 sempre la stessa: si vivono le sue avventure, si cerca di capirne idee, stati d&#8217;animo e, perch\u00e9 no?, persino di anticiparne le mosse. Il salto dal mondo immaginario al reale \u00e8 breve: si allena la mente. Si addestra il cuore. Si affina l&#8217;intuito. (&#8230;) Quando leggiamo accendiamo le nostre competenze empatiche.<\/em>&#8221; (<strong>Keith Oatley<\/strong> &#8211; dalla rivista &#8220;<strong>Science<\/strong>&#8220;).<\/p>\n\n\n\n<p>Offriamo letteratura, dunque, ai giovani: per aiutarli a riappropriarsi delle parole che incarnano i sentimenti e le emozioni, a conoscere e  riconoscere quel magma indistinto e talvolta inquietante che ci abita nostro malgrado e che solo un coraggioso attraversamento, tra mente e cuore, pu\u00f2 consentirci di tenere a freno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\">Sul solco tracciato dalla letteratura le spiegazioni degli esperti potranno cos\u00ec essere pi\u00f9 incisive ed efficaci. E allora s\u00ec, leggiamo e discutiamo anche i saggi che indagano il problema della violenza di genere da molteplici prospettive: dal punto di vista sociologico, come <strong><em>Non \u00e8 un destino. La violenza maschile contro le donne, oltre gli stereotipi<\/em><\/strong> (2022) della studiosa <strong>Lella Paladino;<\/strong>  dal punto di vista linguistico, come <strong><em>Ne uccide di pi\u00f9 la lingua. Smontare e contrastare la discriminazione di genere che passa per le parole<\/em><\/strong> (2023) di <strong>Valeria Fonte<\/strong> e  <strong><em>Stai zitta<\/em><\/strong> di <strong>Michela Murgia<\/strong> (2021); dal punto di vista storico, come <strong><em>La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI)<\/em><\/strong> di <strong>Feci-Schettini<\/strong> (2017); o, ancora, dal punto di vista della cronaca quotidiana, come in <strong><em>Ferite a morte. Dieci anni dopo<\/em><\/strong>, di <strong>Serena Dandini<\/strong> (2022), per citarne solo alcuni tra i pi\u00f9 recenti e interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non dimentichiamo la forza straordinaria della letteratura, la sua fascinazione e la sua penetrante capacit\u00e0 di svelamento,  di scoperta, di demistificazione di noi stessi e del  mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>A questi  potenti versi di <strong>Emily Dickinson<\/strong> affidiamo, per chiudere, il ricordo di tutte le donne uccise dalla mano crudele di un uomo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il tutto venne non tutto insieme &#8211; \/ fu un&#8217;uccisione graduale &#8211; \/ un fendente &#8211; \/ e poi una chance alla vita &#8211; \/ l&#8217;esultanza di cauterizzare &#8211; \/ Il gatto concede tregua al topo \/ allenta la sua  morsa quanto basta \/ perch\u00e9 la speranza lo tormenti &#8211; \/ quindi lo schiaccia a morte &#8211; \/ E&#8217; premio della vita &#8211; morire &#8211; \/ pi\u00f9 appagante se in un colpo solo &#8211; \/ che morire a met\u00e0 &#8211; poi riaversi \/ a una pi\u00f9 cosciente eclissi &#8211;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Emily Dickinson<\/strong>, in <strong><em>Centoquattro poesie<\/em><\/strong>, Einaudi 2011<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contrastare la violenza sulle donne si deve, si pu\u00f2. 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